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RoadRace. E' morto William Dunlop

L'unico, autentico, inimitabile....

Re: RoadRace. Tourist Trophy 2014

Messaggioda tacchinobicilindrico » gio mag 22, 2014 10:22 pm

per chi mangia pane&inglese -meglio se con accento irish dentone - ed è bravo a pescare nell'internetto, l'11 giugno in alcuni cinema del Regno Unito (in teoria ... in realtà pare che contro ogni logica sarà trasmesso solo in Inghilterra :rolleyes: ) verrà trasmesso un docufilm dedicato all'epopea della Dunlop Family, sulla storia personale e sportiva, con tutti gli incroci tristi e lieti del caso di Joey,Robert,William e Michael, con la voce narrante di Liam Neeson, attore irlandese di fama internazionale (Schindler's List su tutti).

Narrated by Liam Neeson, ROAD is the heartbreaking and adrenaline-fuelled tale of a family obsessed with road motorcycle racing – the most dangerous of all motor sports. For two generations, the Dunlop men have dominated the international road racing scene. This documentary takes the viewer on a blistering emotional ride with its heroes Joey, Robert, William and Michael, experiencing with them the victories, bumps and crashes both on and off the road. Two generations of one family who have been united by success. And united by tragedy.

Il sito della pellicola

http://roadthefilm.com/

il trailer

https://www.youtube.com/watch?v=e8km-YQKb2E
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Re: RoadRace. Tourist Trophy 2014

Messaggioda Gurusan » dom lug 27, 2014 11:37 am

http://m.motociclismo.it/kawasaki-due-s ... moto-59283 che bello sarebbe vedere una guzzi a fare ste cose...
E' quasi meglio viaggiare che arrivare
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Re: RoadRace. Tourist Trophy 2015

Messaggioda noise[is]kinky » ven giu 19, 2015 9:38 am

John McGuinness batte il record the TT Zero con un giro impressionante.

https://www.youtube.com/watch?t=11&v=vlxZs2-gICc


e .. oh.. saro' strano, ma a me il sibilo cattivo del motore elettrico m'intriga e m'inquieta allo stesso tempo
bello
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Re: RoadRace. Tourist Trophy 2014

Messaggioda gis » ven giu 19, 2015 10:45 am

Hai ragione addirittura aumenta l'impressione di velocità!
In ogni caso, come al solito quando vedo questi filmati, mi sono cag..ato sotto davanti al computer.
Incredibili!
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Re: RoadRace. Tourist Trophy 2014

Messaggioda noise[is]kinky » ven giu 19, 2015 11:14 am

gis ha scritto:Hai ragione addirittura aumenta l'impressione di velocità!
In ogni caso, come al solito quando vedo questi filmati, mi sono cag..ato sotto davanti al computer.
Incredibili!


:D

sara' che sono flippato anche di fantascienza, ma sentire quelle accelerazioni mi fa venire in mente le battaglie tra navette di Guerre Stellari,
o..... ' "Signor Sulu ci porti fuori"

:)
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Re: RoadRace. Tourist Trophy 2016

Messaggioda Red27 » mer giu 08, 2016 5:35 pm

Da tantissimo non aggiorno questo post.

In questi giorni si sta svolgendo il TT 2016.

L'edizione sta vivendo tutta sul duello tra Ian Hutchinson e Michael Dunlop.

Nella sbk iniziale Dunlop ha vinto in modo perentorio davanti ad Hutchy, stabilendo il nuovo primato del tracciato in 16.58 e rotti, primo oltre le 133 miglia e primo sotto i 17 minuti sul giro.

Hutchy si è ripreso con una tripletta, facendo sue in un giorno la supersport 1 e la stock, e vincendo poi la supersport 2,

E con queste fanno 14, eguagliando Mike Hailwood. Meglio di Lui solo Joey Dunlop a 26, McGuinnes a 23 e il sidecarista Molyneaux con 17.

Dunlop è stato squalificato per una irregolarità tecnica veniale ma ahimè da punire nella supersport 1.

Nota a margine. ambedue i piloti guidano BMW S1000RR, una spanna sopra alle altre.

Sono gli unici ad essere arrivati alle 133 miglia di media sul giro, ed MD è l'unico ad essere sceso sotto i 17 minuti

Hutchy ha stabilito in prova il primato della pista in 17.02 con la stock (!!!), prima che poi in gara MD lo battesse ma con una sbk.

L'unico che parzialmente si è avvicinato è John McGuinnes, intramontabile. Purtroppo per lui, la sua CBR1000RR 2014 inizia ad apparire davvero vetusta, e negli speed trap si becca anche 10-12 miglia.

Comunque nel senior di un anno fa John riuscì a girare in 17.03, quindi non lontano, con questa moto. vedremo cosa farà.

Delusione per ora da Bruce Anstey, che si è presentato col team padgett ed una RCV312V stradale preparata per la corsa, la prima motogp in gara al TT.

La presenza della moto ha destato scalpore e polemiche, ma il regolamento parla chiaro "mezzi diversi da quelli appartenenti alle categorie citate possono essere ammessi a discrezione degli organizzatori."

Purtroppo una pacca in prova per anstey, mentre provava la sua abituale cbr1000rr sbk, hanno tarpato le ali al velocissimo neozelandese, che in prova pareva nascondersi un po' col missile nipponico. tempi record sino a metà pista, poi piano sul finale.....

Per la cronaca, comunque, la velocità piu' alta resta quella di Hutchy con la Bmw sbk, 196 miglia orarie, circa 317kmh.

La stessa regola permette la partecipazione della Suter 2 tempi 500cc per Ian Lougher, bellissima, e per la altrettanto bella Norton, di fatto moto con telaio spondon e motore rsv4 derivazione motogp CRT.

Ambedue si sono ben comportate.

La prima gara dei sidecar è andata ad Holden-Winkle, dopo un finale drammatico in cui i fratelli Birchall sono rimasti appiedati all'ultimo giro mentre dominavano.

Bene gli italiani, Marco Pagani, Stefano Bonetti ed Alex Polita fratello di Alessia.

Al di là dei piazzamenti, Polita da newcomer è sceso sotto i 19 minuti, Pagani in 18.14 nelle prove di oggi ha di fatto quasi eguagliato i migliori tempi di Bonetti, che peraltro ha limato ancora qualcosa sino a 18.05, sempre nelle prove di oggi.


A parte un po' di nebbia oggi, condizioni meteo perfette per prove e gare.

E poi c'è il lato triste.

Come sempre il TT non perdona, e due sono i piloti che hanno perso la vita. Per ora. L'australiano sidecarista Dwight Bear è morto in un incidente a Rhencullen, ferite minori per il suo passeggero.

Ma ha destato scalpore la scomparsa di Paul Shoesmith. 50 anni, titolare del team Ice Valley e pilota, è deceduto dopo un incidente nelle prove sulla sua bmw stock, cadendo nel tratto velocissimo di Sulby Straight, il punto più veloce della pista.

Ironia nel destino, nello stesso punto ove era deceduto un suo pilota, Frenk Petricola, nella scorsa edizione, proprio mentre rientrava alle gare dopo un drammatico incidente alla NW200 2014

Personaggio noto e istrionico, carene della moto con un volto di donna, tuta con frange alla Evel Knievel, due figlie, Paul era un punto di riferimento per il paddock delle road race, anche perchè il team spesso affittava moto a piloti paganti. Team sfortunato, negli ultimi anni protagonista di gravi incidenti ai suoi piloti.....

Purtroppo questa stagione è maledetta per molti versi.

Altissima era l'attesa per Billy Redmayne, mannese, 25 anni e per il britannico Malachi Mitchell-Thomas 21 anni.

Lo scorso anno si erano spartiti il manx gp per amatori girando su tempi da TT vero.

Mitchell Thomas aveva debuttato nelle corse nazionali irlandesi col botto, vincendo tre gare a Mid Antrim e piazzamenti a podio a Cookstown e Tandragee, arrivando a fare uno splendido 4° posto nella gara supersport del sabato mattina alla NW200, ben altro palcoscenico.

Ci si aspettavano i fuochi d'artificio dai due al TT, ma ahimè il destino ha deciso diversamente. Nel giro di due settimane sono morti entrambi in incidenti. dinamica assurda per Redmayne colpito da una moto durante una decelerazione per esposta bandiera rossa, col pilota catapultato tra le piante.

Mitchell Thomas è morto mentre lottava per la vittoria alla NW200 nella supertwin, finendo contro un muro.

I due erano ottimi amici, Redmayne era un soldato di sua maestà, reduce da quattro missioni in afghanistan, e per il TT era sotto contratto con l'importante team di Jack Valentine, l'artefice dei successi di David Jefferies.

Malachi Mitchell Thomas era particolarmente ben voluto da tutti. Giovane, guascone, bello, e fuori da ogni schema, a chi gli chiedeva se pensava di essere il nuovo Guy Martin rispondeva che pensava di essere il solo ed unico Malachi! Accolto per correre in casa di John Burrows, il suo patron, circa un anno fa, lascia un vuoto nel presente e nel futuro difficile da colmare, sia per lo sport in se, che per il personaggio fuori dagli schemi.

Chi può accendere un cero è Ryan Farquhar, veterano, vincitore di due TT e di svariate altre NW200 e UlsterGp, protagonista nello stesso punto di Malachi, due giorni prima, di un crash tremendo, venendo investito mentre era al comando della supertwin. Se la caverà.

Come sempre the show must go on, nelle corse stradali, e tra poco partirà il tt per moto elettriche.

Grande favorito John McGuinness, che potrebbe segnare la tacca n°24.
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Re: RoadRace. Tourist Trophy 2016

Messaggioda Goffredo » gio giu 09, 2016 12:44 pm

Red27 ha scritto:
Nota a margine. ambedue i piloti guidano BMW S1000RR, una spanna sopra alle altre.


Visto il video di Dunlop. Da brividi. :clap:

G.
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Re: RoadRace. Tourist Trophy 2016

Messaggioda camuno » gio giu 09, 2016 1:10 pm

grande stima per Stefano Bonetti!!!!
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Re: RoadRace. Tourist Trophy 2016

Messaggioda Athlon » lun giu 20, 2016 9:31 pm

un docufilm sul TT che mi e' piaciuto molto e' "CHARGE"

https://www.amazon.com/Charge-Ewan-McGr ... B00B9LNMKE
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Re: RoadRace. Tourist Trophy 2016

Messaggioda Tatuato » gio giu 08, 2017 8:54 am

Tourist Trophy: l'italiana Paton trionfa nel Lightweight TT
http://www.motoblog.it/post/868650/tour ... tweight-tt
Andrea. La vita è varia e molteplice. Il piacere e' piacere, da dove arriva, arriva.
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Re: RoadRace. Tourist Trophy 2016

Messaggioda camuno » gio giu 08, 2017 2:49 pm

pilota stefano bonetti ?
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Re: RoadRace. Tourist Trophy 2016

Messaggioda gabrielebig » gio giu 08, 2017 3:03 pm

Bentornato Red

No Bonetti è stato sfortunato, era terzo. Vinto Rutter.
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Re: RoadRace. Tourist Trophy 2016

Messaggioda Red27 » ven giu 09, 2017 9:34 am

gabrielebig ha scritto:Bentornato Red.


In realtà è stato il tatuato.

E' un TT travagliatissimo.

prove funestate dal maltempo. Per intenderci, l'anno scorso in prova han fatto una media di 20 giri circa per pilota.

Quest'anno solo 5.

Per via dei ritardi del maltempo è saltata gara 2 delle 600cc supersport, ed è a rischio anche il TTzero per le elettriche, che però ormai è ridicolo. 6 partenti, ed una formula a mio avviso sbagliata, basata solo sulla performance e non sulla durata, che è il vero cruccio delle elettriche.

Honda in crisi violenta. McGuinness fuori per un brutto crash alla NW200 a causa del gas rimasto aperto. Hanno cambiato in fretta e furia l'elettronica, passando alla MOTEC del British Superbike, dove comunque la moto per ora non brilla.
Guy Martin invece è molto lontano da una forma decente, gira "piano". Da un lato comprensibile, non correva dall'UlsterGp 2015 dove si schiantò.

Alla NW era indietro, poi per via del crash di McGuinnes hanno ritirato le moto poichè non han capito la natura del problema. Poi al TT il maltempo ed i pochi giri non l'hanno aiutato. Al primo giro di gara si è schiantato a Doran's Bend per via di un problema tecnico, la moto ha preso una falsa folle. incredibile. Per l'incidente ha saltato la supersport 1, ed ora la ss2 salta.

Ovvio che a questo punto oltre che al ritmo da riprendere, anche la fiducia nel mezzo non sia al top, cosa che in un tracciato come il tt è importante.

Comunque, figuraccia Honda. Con anche il team Padgett's lontano dalle prestazioni dei bei tempi. Anstey con la RCV non brilla, Johnstone si è schiantato in prova, e le CBR600RR ormai non vanno.

Suzuki pare messa meglio. Prestazionalmente Dunlop è andato forte. è mancata l'affidabilità. ma la moto, invero brutta e antiquata nelle linee, pare andare forte su strada.

Hutchinson supera Hailwood ed arriva con superbike e superstock a 16 centri. su bmw

Dunlop vince la supersport 1 ed arriva a 14. su yamaha R6 versione vecchia. La nuova, pare andare di meno, in mano ad Hutchinson ,che l'anno scorso con lo stesso team vinse ambedue le gare.

Peccato per il Bonny, anche se oggettivamente la vittoria era ormai fuori portata, Rutter stava allungando.
Onestamente il Bonny è il Bonny, ma Rutter è di un'altro livello.

nei sidecar è crollato il record sul giro, ora dei fratelli Birchall, mentre invece le moto sono rimaste sopra ai 17 minuti. Lontanto il 16.53 di Dunlop.

Purtroppo, la conta dei morti è arrivata a tre. Scatenando le solite, e per me sterili polemiche. Chi corre li, lo sa. Punto. Rispetto e basta.

In base al meteo si vedrà cosa fare oggi.
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Re: RoadRace. Tourist Trophy 2017

Messaggioda Nello » ven giu 09, 2017 6:37 pm

Lo vedi in diretta ? c'è la possibilità di vederlo in differita da qualche parte ?
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Re: RoadRace. Tourist Trophy 2017

Messaggioda Mauro Fiorentini » dom giu 11, 2017 11:56 pm

Mauro ovvero... age073! :)
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Re: RoadRace. Tourist Trophy 2017

Messaggioda Red27 » lun giu 12, 2017 10:26 am

Nello ha scritto:Lo vedi in diretta ? c'è la possibilità di vederlo in differita da qualche parte ?


Scusa Nello, ho visto ora.

L'unico modo di seguirlo, a questo punto nel 2018, è la radio, ed il servizio di Live TIming TTLive, con intertempi, gps e Twitter.

ITV4, rete brittannica, fa degli speciali tutte le sere, criptati fuori dal regno unito.
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Re: RoadRace. Tourist Trophy 2017

Messaggioda Red27 » lun giu 12, 2017 10:27 am

Mauro Fiorentini ha scritto:Sverniciatella

https://www.youtube.com/watch?v=rbjZdrkrtDY


A dimostrazione che Guy Martin non è del tutto rincoglionito. :asd:
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Re: RoadRace. E' morto William Dunlop

Messaggioda Red27 » gio lug 12, 2018 9:16 am

Da tanto non aggiornavo il topic.

Purtroppo, è per una pessima notizia.

Sabato, durante le prove della Skerries 100, è mancato William Dunlop.

Fratello di quel Michael Dunlop che è a quota 18 TT vinti. Figlio di Robert, scomparso alla NW200 del 2008, e nipote di Joey.

Un incidente assurdo e grottesco, nella suo innesco, quasi a dimostrare che quando il destino decide di portarti il conto per la vita che hai scelto, non c'è scampo, nemmeno se sei uno dei più bravi. La moto di Michael, spanciando, ha letteralmente strappato via il tappo dell'olio motore, che è finito sulla ruota posteriore, in un tratto chiamato sam's tunnel, perchè le piante attorno formano appunto una galleria abbracciandosi dai lati sopra la strada. Un tratto da sesta piena. Un rettilineo.

Su Fb ho postato questo. E mentre lo rileggevo, mi sono reso conto che era venuto anche troppo bene per non condividerlo qui.

William Dunlop è morto. I ricordi che ho di lui, di prima mano e prima che la sua carriera si avviasse davvero, risalgono a Scarborough 2007, la Gold Cup. Ricordo un ragazzo gentile, segaligno, timido ed un po’ imbronciato, guardato con curiosità da tutti. Perché nipote di una leggenda come Joey Dunlop, morto in gara. E poi perchè figlio del fratello di Joey, Robert, cui un crash raggelante contro un muro stroncò in parte la carriera, lasciandolo, immeritatamente sempre nel cono d’ombra del fratello e tremendamente asimmetrico nel fisico.
Talentuoso, forse più del fratellone Michael, William era l’erede predestinato di una dinastia di racer, i Dunlop, su cui forse si potrebbe scrivere più che dei Kennedy. E come i Kennedy, anche i Dunlop hanno le loro maledizioni. Neanche un anno dopo, William pare lanciato verso una carriera luminosa. Ammesso che si possa parlare di destino per chi decide di correre a 250kmh in moto tra i muri, pochi mesi dopo che lo vidi sfrecciarmi accanto, William incontra uno spartiacque che forse cambierà tutto. North West 200, lui, il fratello Michael e il padre Robert sono “in strada” per le prove libere. Robert ha un problema tecnico in un punto dove se si cade non c’è scampo. Muore sul colpo. Per il mondo di noi normali è ovvio che i figli il giorno dopo non corrano, ma nel mondo dei piloti di corse stradali la normalità è diversa, ed i due giovani rampolli, orfani di padre da poche ore, si presentano in griglia. Solo per la 250, la classe dove il padre è morto in prova. Contro il volere degli organizzatori, che li giudicano psicologicamente non idonei. A furor di popolo in pista nel nome del padre. Ma nel meccanismo qualcosa si inceppa. William, il predestinato, nemmeno riesce a partire, fermato da un problema tecnico. Michael, fino a quel momento forse sottovalutato, fa una gara assurda, contro i big della specialità, e la vince, scoppiando in un pianto a dirotto.
Da li in avanti le parti si invertono. Michael, il sottovalutato, cresce in modo esponenziale, l’anno dopo vince il primo Tourist Trophy, e diventa un autentico martello. Arrivati al 2018, ne metterà in fila diciotto, più una miriade di vittorie nelle corse nazionali e pure nelle big internazionali, UlsterGp e North West 200. Sbagliando pochissimo, cadendo poco o nulla, condendo il tutto con una ruvidità quasi da boscaiolo, cambiando team, moto, contratti e accordi quando gli pare, e massacrando appena può la concorrenza in uno stile che se fosse un pugile è quello di Mike Tyson.
William il predestinato invece inizia ad offuscare. Non che sia un fermo, anzi, tutt’altro. Vince 100 e rotti gare nazionali, e fa suoi pure la NW200 e L’UlsterGp, ma al TT dista anni luce da Michael. Michael che prende e molla i team ufficiali come niente fosse saltando da Honda a Bmw, da Yamaha a Suzuki e poi ancora a BMW. Vincendo sempre….William fatica a trovare invece team di primo piano a livello internazionale, e mostra anche una certa parvenza all’errore con un paio di brutti voli da cui un po’ pesto ma se la cava. Ha una compagna, Janine, che gli ha dato una figlia, ma almeno a livello di pilota, esterna già nel 2016 che non ha più il fuoco di prima, che dopo la morte del padre è cambiato tutto, e che preferiva i tempi in cui correre era andare alle corse in furgone, gareggiare alla come viene meglio, e che ora correre è per lui meno piacevole, in quanto solo bussiness, ed affronta con un terapista il problema della depressione professionale che lo assale. Sottolinea depressione professionale, perché poi il resto va a meraviglia, ha una compagna fantastica, una meravigliosa figlia, e capisce che essere padre ti cambia, correre e vincere non è il solo scopo della vita.
Arrivati al 2018, un altro volo alla NW200, se la cava ancora. Arriva al TT e scappa a casa per complicanze della seconda gravidanza della compagna. Pare un pilota prossimo al ritiro, ma alla Skerries 100 torna a gareggiare, come sempre. Gas spalancato in mezzo a muri e alberi, ed il destino, o forse la vita che si è scelto, non lo perdonano e muore.
Non sta a me decidere se sia giusto o sbagliato, che un padre di famiglia faccia questa vita. Penso spetti deciderlo a chi ha scelto di condividerci la vita, una vita che si muove su binari morali diversi dai nostri e non giudicabili secondo la nostra morale “normale”.
Io mi limito a ripensare a quel ragazzo segaligno dagli occhi chiari, lanciato verso il suo destino già scritto. RIP,. William.


Purtroppo, inevitabilmente, le polemiche sono esplose. In questi giorni ne ho lette di tutte, ma un intervento in particolare su una piattaforma mi ha fatto chiudere un pò l'embolo.

William Dunlop era uno stupido. Fermiamo la carneficina. i parenti non lo accettavano proprio, infatti soffrono. ALMENO AVESSE GUADAGNATO TANTO :wall: questa la sintesi,

Cui non sono riuscito a esimermi dal rispondere.

i tuoi ragionamenti mi paiono proprio assurdi. Senza tanti mezzi termini. Ma a partire da questo nemmeno troppo velato accenno al fatto che il ritorno economico renderebbe più accettabile la cosa. Una cosa o è inaccettabile o non lo è. Peggio se i soldi la rendono accettabile. fare una cosa pericolosa per mero ritorno, invece che per passione e amore per quel che si fa, è quanto di più triste esista al mondo. Sia fare il pilota, il soldato, il paracadutista o quant’altro. Fermo restando che l’iconografia che vorrebbe questi piloti come eroi è per me una sciocchezza tremenda. Gli eroi sono altrove. Questa è solo gente con un cuore così, una passione forte, uno spiccato senso anarcoide nel confronto di una società che decide di vivere in un preservativo gigantesco, ove tutto è sicuro, tutelato, matematicamente studiato in modo da non urtare la sensibilità di nessuno. Ma non sono eroi. Sono solo piloti. l’unico eroismo che posso trovare in questi piloti è in quel sottile dito medio che fanno a questo mondo plastificato, ove non solo non si vogliono correre rischi per se stessi, ma si vuole anche stabilire i rischi che devono correre gli altri…..ma perchè? Ma vi stracciate le vesti così per ogni immigrato morto nel mediterraneo cercando una vita migliore, per ogni innocente morto in un incidente stradale mentre andava al lavoro, per ogni persona morta per non avere accesso a delle cure sanitarie? Io ho la sclerosi multipla, ti stracci le vesti per chi come me si trova una patata tra le mani che non ha scelto di prendere? La realtà, è che NO. Non lo fate. Non ve ne frega niente.
Ora, ma davvero ti stupisci se la nonna di WD soffre o se soffre la madre? Guarda che accettare che un tuo congiunto/amico faccia uno sport pericoloso, non ti rende una persona apatica nei sentimenti. Onestamente sarei stupito dell’opposto. Però, personalmente, credo anche che se le persone che ti vogliono bene avessero la vita resa insopportabile da quello che fai, ti fermerebbero. E sai perchè non lo hanno fatto? Perchè quello che faceva William era quello che lo definiva. Se arrivi a correre al livello di William Dunlop, non è che lo fai per diletto. E’ perchè hai qualcosa che brucia dentro. Se non lo fai più, questa cosa, se non fai bruciare quel fuoco, sia il correre o qualsiasi altra cosa che ti definisce come persona, non sei più tu.William stesso era orfano. Eppure ha proseguito. Janine sapeva cosa faceva il compagno, eppure è rimasta con lui. Eppure ci ha ha fatto dei figli. Come la moglie di McGuinness. O la moglie di Stewart negli anni pericolosi della F1. Negli anni 80, la famiglia provò a fermare Ayrton Senna. Ma non ci riuscirono, perchè senza corse Ayrton non era più lui. Ed è peggio avere in casa una persona morta dentro, che correre il rischio di perderla per quello che fa. L’errore enorme che tu, e quelli come te fanno, è il dover per forza giudicare, il dover per forza fare del volontariato da due lire sulla pelle di persone che non debbono e non vogliono essere salvate, ed il voler avere ragione a tutti i costi. “Oh, raga, la nonna di william soffre, raga”…e grazie al cazzo, no? E’ così difficile accettare che qualcuno possa morire facendo consapevolmente qualcosa di pericoloso, e che chi vive attorno a lui soffra pur se nella consapevolezza che questi piloti sono esattamente dove vogliono essere quando succede quel che succede? Io a William Dunlop posso fare solo una colpa. Nel momento in cui il meccanismo mentale che li governa si inceppa, un pilota di RoadRacing si deve fermare. Quando hai dubbi, insicurezze, paure, ti devi fermare. E se ti fermi, non devi ripartire. Se pensi al ritiro per un pò, ti stai già ritirando troppo tardi. Ma penso anche che sia stato un ragazzo nato in questo mondo, e che questo mondo era l’unico che conosceva. Il suo modo di vivere era questo. Quindi onestamente, perchè venire a fare moralismi da due lire, pietismi per delle famiglie che sul rischio consapevole ci vivono da 40 anni? A me spiace molto per William Dunlop. Non provo pena per lui. Sapeva quello che faceva. Mi spiace per Janine, ma non provo pena per lei. Sapeva quello che lui faceva. Anche nel momento in cui ha concepito un figlio. Mi spiace per i figli, ed i miei dubbi ruotano attorno a loro. Ma credo anche che crescano in una cultura diversa dalla nostra. Dove il rischio è parte integrante di quella cultura, e per mia esperienza, i figli dei piloti scomparsi sono spesso cresciuti più come figli orgogliosi del padre, che non come figli traumatizzati dalla scomparsa. La morte dello zio Joey, per qualche motivo che lo stesso William non sapeva spiegare, lo spinse alle gare. La specie umana, la si salva altrove, se davvero la si vuole salvare ed ammesso ne abbia bisogno.


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Re: RoadRace. E' morto William Dunlop

Messaggioda Tatuato » gio lug 12, 2018 11:43 am

Red27 ha scritto:Su Fb ho postato questo.

L'avevo letto... S T U P E N D O O O O O O O

La risposta ai moralisti mi vede pienamente d'accordo con te... anche se questo mi disturba un pò
Andrea. La vita è varia e molteplice. Il piacere e' piacere, da dove arriva, arriva.
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Re: RoadRace. E' morto William Dunlop

Messaggioda Red27 » gio lug 12, 2018 12:32 pm

Purtroppo Andrè, la morte di un uomo di 32 anni, compagno di una giovane donne alla ventiquattresima settimana di gravidanza, padre di una figlia di due anni, è un evento disturbante.

I dubbi su tutti i discorsi con i moralisti e benpensanti ruotano attorno proprio ai figli.

E' lecito, non lecito? Non lo so.

William correva a dispetto della morte del padre, dello zio, e di tanti colleghi. Per me dice molto sulla mentalità totalmente diversa.

Ma poi, come ho già scritto, io posso accettare che una persona voglia limitare i rischi che si prende. Ma nel momento in cui vuole vietarlo a me, si innesca una spirale pericolosa, perchè secondo me in un anno fanno più morti i trigliceridi alti che non le corse stradali.

E' pura e semplice ipocrisia. Sul culo altrui.
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