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Qualcosa si muove a Mandello...

L'unico, autentico, inimitabile....

Re: Qualcosa si muove a Mandello...

Messaggioda vinbrulè » mer gen 01, 2020 7:48 pm

Cane, il patrimonio della Moto Guzzi sono i guzzisti, esattamente come il reale patrimonio di una squadra di calcio sono i tifosi. Se mancano questi, gli azionisti possono solo chiudere la baracca. Guzzi non è di Piaggio esattamente come il Toro non è di Cairo.
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Re: Qualcosa si muove a Mandello...

Messaggioda legnone » mer gen 01, 2020 8:18 pm

Se Piaggio dovesse seguire ciò che piace ai Guzzisti ci sarebbe da rimanere alquanto confusi: basta leggere le varie opinioni su quello che ci si aspetta.
Detto questo si può senz'altro imputare alla dirigenza la mancanza di un minimo di iniziativa, visto che nel gruppo, oltre a raffreddamento ad aria, bicilindrico a V trasversale e cardano, ci sono altre configurazioni. Penso che fare un tentativo di utilizzarle con il marchio Guzzi e un adeguato bombardamento pubblicitario non sarebbe un reato e non costerebbe molto. Se va bene va bene sennò non penso che sarebbe un bagno di sangue. Sbaglio?
In fin dei conti basta poco: la V85 ha avuto successo perché diversa dai mastodontici modelli similari , più piccola manon troppo e quindi valida per taglie grandi e meno grandi, non esagerata come potenza ma comunque in grado di far divertire, non troppo pesante, parca nei consumi, di prezzo tutto sommato abbordabile.
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Re: Qualcosa si muove a Mandello...

Messaggioda Cane » mer gen 01, 2020 8:21 pm

vinbrulè ha scritto:Cane, il patrimonio della Moto Guzzi sono i guzzisti, esattamente come il reale patrimonio di una squadra di calcio sono i tifosi. Se mancano questi, gli azionisti possono solo chiudere la baracca. Guzzi non è di Piaggio esattamente come il Toro non è di Cairo.

Concordo...

Ma se piaggio non ritiene un valore il patrimonio dei guzzisti cosa ci possiamo fare?

Ripeto, secondo me non gli interessa perche' guzzi non lo considera un businnes...

Ricordo che piaggio non voleva acquistare guzzi ma gli fu imposto...

Ricordo che piaggio ha provato a rivendere guzzi ma acquirenti seri non si sono presentati...

Insomma....non c'e' la corsa per accaparrarsi guzzi...
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Re: Qualcosa si muove a Mandello...

Messaggioda vinbrulè » mer gen 01, 2020 8:43 pm

Se Piaggio non ritiene un valore e un patrimonio da tutelare la storia della Moto Guzzi e i migliaia di guzzisti che ogni due anni vengono a Mandello da ogni parte del mondo, succederà una cosa molto semplice: i guzzisti diventeranno semplici clienti, a Mandello non ci andrà più nessuno e non ci sarà nessun motivo per continuare a produrre il bicilindrico a V perché saranno ormai in pochi a dare un significato al marchio Moto Guzzi piuttosto che Aprilia. Le cose esistono finché hanno un significato per qualcuno, se noi per primi ci facciamo ridurre a clienti perché mai dovremmo dare un significato al V85 piuttosto che a una Africa Twin? Il cliente sceglie in base al rapporto qualità-prezzo, non al significato di sentirsi guzzista piuttosto che ducatista.
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Re: Qualcosa si muove a Mandello...

Messaggioda olfra » mer gen 01, 2020 9:00 pm

Anche rimanendo nell'ambito non emozionale il valore di una azienda per gli azionisti e' anche la somma dei suoi progetti interni con esito positivo, piccoli o grandi che siano....

a parer mio il risultato della V85TT non puo' far altro che drizzare qualche antenna all'interno del gruppo, appunto perche' progetto a valore positivo e per il fatto che non siano appunto "stolti"...

ammettendo che abbiano piazzato 5.000 v85tt da 12k euri nel mondo in un solo anno... sono comunque 60M di fatturato solo vendita.. che non si ferma qui ma che genera poi altro valore ad alto margine per tutto il tempo di vita della moto (pezzi di ricambio, accessori etc.).... non sono comunque bruscolini per una sola moto in un mercato motociclistico..
lasciando stare poi i v7 dove immagino abbiamo ammortizzato oramai da tempi immemori attrezzaggi/tooling...

chiaro che non possono permettersi il rischiattutto stravolgendo dal giorno alla notte Guzzi con un motore super high tech assurdo non percepito come legato al marchio nella percezione (ricordando che la tradizione origina sempre da qualcosa, prima o poi....)... giustamente bisogna lavorare incrementalmente, come fanno tutti i marchi...
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Re: Qualcosa si muove a Mandello...

Messaggioda legnone » mer gen 01, 2020 9:13 pm

Le aziende per stare in piedi hanno bisogno di clienti i quali certamente guardano al discorso qualità/prezzo a cui aggiungerei l'estetica e la conformità del modello alle proprie necessità, desideri e abilità. Un cliente non è un minus habens. Se gli si dà anche il fascino di un marchio ben venga. Altrimenti possiamo continuare a cantarcela da soli ma non andiamo tanto lontani, a meno di garantire di cambiare moto ogni due tre anni; ma da quello che leggo è dura, eh!
Insomma, mi sembra un po' il discorso dei tifosi del calcio (intendo quelli che vanno allo stadio, quelli della curva che "il dodicesimo uomo in campo") che dicono che la squadra è loro ma poi andiamo a vedere i ricavi da stadio e si scopre che sono irrisori rispetto al resto.
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Re: Qualcosa si muove a Mandello...

Messaggioda vinbrulè » mer gen 01, 2020 9:44 pm

Io sono un uomo, non un cliente. Quando salgo su una moto divento un motociclista, non un cliente. Io come uomo e come essere senziente mi interesso di ciò che ho bisogno io, non di cui hanno bisogno le aziende. Il mondo non è un insieme di aziende e io non sono responsabile del loro fatturato o del loro mancato fatturato. È così difficile parlare di motociclette come oggetto emozionale e non come merce che genera fatturato? Volete ridurre tutto a fatturato e relativa clientela? Bene, allora mi spiegate perché Aprilia non vende? Semplice, perché non è un marchio emozionale, non è legato ad alcuna tradizione e la parola Aprilia non ha alcun significato particolare per nessuno di noi.
Il fatto che i dirigenti Piaggio non l'abbiano ancora capito indica che sono totalmente sprovvisti di intelligenza emozionale.
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Re: Qualcosa si muove a Mandello...

Messaggioda nonnomario » mer gen 01, 2020 10:33 pm

vinbrulè ha scritto:Io sono un uomo, non un cliente. ...

guardando la lista delle moto possedute ... ho un forte dubbio. :rolleyes:
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Re: Qualcosa si muove a Mandello...

Messaggioda olfra » mer gen 01, 2020 11:26 pm

Qualcosa si mosse a Mandello ... Articolo di motociclismo sulla V50, apparentemente la più cliccata d'epoca sul sito https://www.motociclismo.it/moto-guzzi- ... cata-73992
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Re: Qualcosa si muove a Mandello...

Messaggioda legnone » mer gen 01, 2020 11:37 pm

Anche per me la moto è un oggetto emozionale, l'ho scelta per quello anche se non solo per quello. Quando ho preso la V85, ero andato per provare la moto di un altro marchio ma quando l'ho vista mi ha preso, l'ho provata, mi ha dato buone impressioni e ho firmato. Il tutto in un quarto d'ora: più emozionale di così.
Però non posso pretendere che un'azienda ragioni così: l'azienda ragiona proprio per fatturato, numero di pezzi, utili, strategie commerciali. Così Piaggio come tutte le altre, che crediamo!
Quindi noi siamo uomini e anche clienti, dipende da che parte si guarda la questione.
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Re: Qualcosa si muove a Mandello...

Messaggioda age073 » mer gen 01, 2020 11:42 pm

Eh ma appunto... quindi cosa continuano ad investire in un Marchio che poi non trova riscontro nelle vendite?
Questo, più vari altri sfrondoni ormai entrati nella mitologia, il dubbio che se non proprio cretini certamente a tratti sprovveduti lo sono/lo sono stati.
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Oh, sabato andiamoasbafaredaldomanda?
Eh?
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Re: Qualcosa si muove a Mandello...

Messaggioda vinbrulè » mer gen 01, 2020 11:43 pm

nonnomario ha scritto:
vinbrulè ha scritto:Io sono un uomo, non un cliente. ...

guardando la lista delle moto possedute ... ho un forte dubbio. :rolleyes:


Tutte moto usate...ma poi anche fossero state nuove?
Non siamo obbligati a usare lo stesso linguaggio delle aziende...se per le aziende siamo clienti, per il medico della mutua siamo tutti pazienti.
Perchè non ci autodefiniamo pazienti o mutuati? :asd:
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Re: Qualcosa si muove a Mandello...

Messaggioda nonnomario » mer gen 01, 2020 11:50 pm

vinbrulè ha scritto:Non siamo obbligati a usare lo stesso linguaggio delle aziende...se per le aziende siamo clienti, per il medico della mutua siamo tutti pazienti.
Perchè non ci autodefiniamo pazienti o mutuati? :asd:

comunque la rigiri chi compra è un cliente.

FINE.
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Re: Qualcosa si muove a Mandello...

Messaggioda legnone » mer gen 01, 2020 11:53 pm

age073 ha scritto:Eh ma appunto... quindi cosa continuano ad investire in un Marchio che poi non trova riscontro nelle vendite?
Questo, più vari altri sfrondoni ormai entrati nella mitologia, il dubbio che se non proprio cretini certamente a tratti sprovveduti lo sono/lo sono stati.
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Concorderei anche ma ...
1. Dovrebbero rispondere loro
2. Quello che posso ipotizzare è che per un'azienda un marchio è un valore patrimoniale e azzerarlo potrebbe non essere una grande operazione anche solo sotto il profilo dell'immagine. Cosa abbiamo in mente non so e si va al punto 1. Certo non mi fido dei comunicati stampa o interviste o altri strumenti ad uso e consumo dei mercati.
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Re: Qualcosa si muove a Mandello...

Messaggioda Goffredo » gio gen 02, 2020 9:03 am

viewtopic.php?f=1&t=47018#p1249633

Così, tanto per risparmiare tempo, tanto è dieci anni che scrivo le stesse cose.
Auguri a tutti! ;-)

G.

Edit: mi dicono che l'editoriale originale non si trova online. Agevolo:

FANTASTICA PIAGGIO

L'ennesima richiesta dal management di Pontedera c’era arrivata in occasione dello scorso Uinterparti quando, tra uno champagne e un trenino, il nostro mitico Colaninno, dopo il karaoke, tutto scamiciato con la cravatta in fronte tipo pirata, si era spazientito:

- E allora, ma che state aspettando? Sono anni che vi invito ma voi nicchiate! La vogliamo fare questa bella intervista esclusiva per Anima Guzzista, sì o no? -

E così abbiamo ceduto! C’eravamo ripromessi, in tutti questi sette anni di contiguità e amicizia con il management di Pontedera, di non indulgere troppo, di non abusare dei continui slanci di simpatia umana e generosità che, ininterrottamente, giungevano dagli uomini Piaggio. Ma alla fine, di fronte alla richiesta del capo, del Salvatore della Moto Guzzi in persona, abbiamo ceduto! Andiamo io e Alberto. Anche se ormai conosciamo tutti per nome e di tutti siamo amicissimi, siamo comunque emozionati: l'incontro con colui che ha salvato la Moto Guzzi è sempre un qualcosa di unico. E poi stavolta c'è in ballo la prima intervista esclusiva dal dicembre 2004!!! Da quando cioè, grazie al nostro Robertwin, come affettuosamente lo chiamano tutti, la Moto Guzzi è risorta!

L'incontro è fissato nello spettacolare ufficio di cristallo che ospita il rinato reparto esperienze della Guzzi. Una avveniristica struttura firmata Foster and Partners, che sovrasta e racchiude la Galleria del Vento.

Entrare nella rinata fabbrica di Mandello è un’esperienza incredibile. Il prezioso lavoro di rinnovo e restauro, iniziato immediatamente all'arrivo di Piaggio e durato ben sei anni, è ora completo ed il risultato è spettacolare.

Siamo in perfetto orario di fronte al cancello in titanio rosso, quando ci arriva un SMS: "sono stato un po’ ottimista sui miei tempi sul Maloja, sono adesso dal benzinaio a Varenna, prendetevi un caffè intanto che arrivo".

Sempre in moto, anche di inverno, è proprio incorreggibile! Mentre lo aspettiamo, ci godiamo lo spettacolo delle moto che vengono caricate direttamente sui treni container! Fantastico!

Alla fine arriva, in sella alla famosa Griso 1500 Big Bore, quella fatta solo su ordinazione da Giuseppe Ghezzi in persona nel Reparto Corse… Quella del presidente Colaninno è ovviamente la numero 1. Bellissima!

Ci sistemiamo nel suo ufficio e... iniziamo!

Eccovi quindi in esclusiva, la trascrizione letterale dell'intervista che Roberto Colaninno ci ha concesso il diciacinque di bombembre, a Mandello del Lario.


AG: Presidente Colaninno, grazie mille per averci concesso questa intervista..

RC: Ma grazie a voi ragazzi, ma che facciamo? Non ci diamo del tu?

AG: Mah, pensavamo almeno per l'intervista di restare un po' professionali (risate), usiamo il lei, va bene?

RC: come volete voi, ragazzi, a me quello che fate voi va sempre bene, lo sapete, no?

AG: ok, iniziamo, Presidente, vorremmo con lei ripercorrere questi sette, lunghi, incredibili anni della gestione Piaggio.

RC: eh, ne abbiamo fatte di cose, eh! Qualcuna anche di buona, no?

AG: Non sia modesto, presidente: lei ha salvato la Guzzi, né più né meno!

RC: non esagerate, ragazzi!

AG: non esageriamo, lo dicono i dati: se oggi Moto Guzzi è tra i primi marchi in Europa in settori che vanno dai tre ruote alle supersportive questo lo si deve alla gestione Piaggio!

RC: beh, sì, abbiamo lavorato bene, questo sì! Ma è importante che non si pensi che io ho salvato la Guzzi da solo! La Piaggio tutta insieme ha salvato la Moto Guzzi. Io ho avuto solo la fortuna di avere manager e collaboratori eccellenti intorno a me.

AG: almeno il merito di averli scelti bene questi manager, se lo può prendere allora!

RC: ok, quello sì. Mi arrendo! (risate) Ma è il mio lavoro, eh! È per questo che sono un manager. Pensate se avessi scelto, tanto per dire, un manager dal mondo dell'auto, che non sapesse nulla di moto, e che avesse implementato una gamma a casaccio, gonfiando la produzione, snobbando la comunicazione e internet… Ma vi pare che potrei considerarmi ancora un grande manager??

AG: (risate su risate) e magari lo avesse poi sostituito con un manager ancora peggiore! Un pacioccone di quelli che la moto non sa nemmeno dove sta il manubrio!

RC: Eh sì e già che c'ero perché non chiudere del tutto la Moto Guzzi Spa??? Eh sarei proprio stato un bel pirla, eh? (ridiamo assai)

AG: Presidente, lasciamo da parte questi irreali voli di fantasia e partiamo dall'ultimo Eicma.

RC: straordinario, vero?

AG: straordinaria la sua idea di dare così tanta importanza al marchio Guzzi!

RC: ma ragazzi, nell'anno del 90esimo, dopo le 200mila persone in piazza per le due settimane Guzziste a Monza e a Mandello, dopo un anno di celebrazioni da Genova all'Isola di Man, ma che volevate che facessimo all'Eicma: uno stand anonimo con quattro moto in croce? (risatona)

AG: e che bella la Guzzi-Aprilia campione del mondo al centro dello stand! E bella anche la V7 del team Guareschi, vittoriosa nella Truxton Cup e giustamente in mostra a Milano!

RC: Beh, ma cosa vi aspettavate? Una V7 vintage racer col freno a tamburo anteriore???

Goffredo: Alberto, ferma il registratore che mi sto pisciando addosso dalle risate! A Robe’, ma scusa ma come ti viene in mente??? La V7 col freno a tamburo!!!!!

RC: Dai, dai, era solo una battuta! Riprendiamo, prometto che non mi inventerò altre pazzie (risatina!)

AG: Va bene, allora presidente, quest’anno è stato incredibile. Se guarda indietro al 2004 - nonostante la sua naturale modestia - non le sembra di aver compiuto qualcosa di straordinario?

RC: ma ragazzi come ve lo devo dire? Non ho fatto tutto da solo!

AG: ci racconti:

RC: innanzitutto quando siamo arrivati la situazione era drammatica dal punto di vista finanziario per tutto il gruppo Aprilia tranne che per Guzzi.

AG: ci spieghi meglio.

RC: il tracollo di Aprilia, di cui Guzzi come voi ben sapete faceva parte, è stato un tracollo economico. Ma sulla Gamma Guzzi, dopo i primi anni di tentativi, un po' alla carlona, i risultati del rinnovamento di Aprilia si iniziavano a far sentire.

AG: Beh, ma la Griso e la MGS le avete messe voi sul mercato!

RC: sì ma le aveva fatte l'Aprilia. Il mio lavoro è stato solo quello di considerare le risorse disponibili e metterle in condizione di lavorare al meglio, tenendo presente che all'inizio i soldi da investire erano molto pochi, perché il buco economico lasciato da Aprilia era davvero consistente.

AG: questo spiega la sua strategia prudente, tutta basata sull'esistente, con grandi investimenti a costo zero in comunicazione e enormi economie di scala?

RC: certamente! Che altro potevo fare? Mettere in produzione quattro motori diversi per Aprilia? Cinque telai diversi per Guzzi? Mettere i marchi del gruppo uno contro l'altro? Ho fatto quello che era assolutamente logico fare!

AG: Il ritorno di immagine che Guzzi ha avuto, grazie alla sua idea di partecipare prima all'Endurance con la MGS e poi al campionato Superbike con la nuova RS4 Guzzi-Aprilia, se lo aspettava di queste proporzioni?

RC: se posso essere onesto, sì! Ma ragazzi, non dimentichiamoci che questa idea me l'avete data proprio voi appassionati! Dalla Francia, dalla Spagna, dalla Germania, dall'Italia fino agli Stati Uniti, decine di appassionati e di scuderie presenti in tutti i campionati compatibili con la ristretta offerta che la vecchia gamma offriva… E che dovevo fare? Far finta di non sapere quanto vale una vittoria a Daytona per il mercato americano? Ignorare quanto fatto per un decennio in Francia da un privato come Jacques Ifrah? O far finta di non accorgermi di avere un tale Giuseppe Ghezzi in casa??

AG: l'idea di riaffidargli il reparto corse è stata eccellente!

RC (ride!) ma benedetti ragazzi, ma che altro vi aspettavate??? Secondo voi dovevamo impedirgli di seguire le gare? O magari lo dovevamo mandare a Pontedera a disegnare scooter??? Già che c’eravamo perché non fargli mobbing fino a che non ci molla, allora! (risate generali)

AG: No, Presidente, adesso lei esagera, non pensavamo certo a delle ipotetiche idiozie di tali proporzioni, assolutamente implausibili, a cui nessuno crederebbe… Però magari non tutti i manager avrebbero avuto il suo stesso acume, che so, nell’approfittare dei risultati del team Guareschi a Daytona…

RC: ma ragazzi miei, io di nuovo non vi capisco: ma io feci l’unica cosa sensata da fare! Appena vidi quel motore montato su una MGS… finita la gara, presi il telefono e dissi: voglio quel motore!!! Ma vi pare che mi lascio sfuggire l’opportunità di motorizzare le mie moto di punta con quel popo’ di motore??

Ma vi immaginate che figura da pirla se lasciavamo fare, magari a una piccola azienda brianzola, che so, una special col bigbore su base Griso! E magari una sportiva! (grassa risatona)

AG: Beh, sì, la gente vi avrebbe considerato degli incapaci, ma di nuovo, presidente, lei si abbandona a questi voli di fantasia assolutamente fuori dal mondo… Torniamo a parlare di Guzzi. Mentre iniziava la vostra campagna di comunicazione, praticamente a costo zero, sulle corse e sul web, avete proceduto all'acquisto del brevetto Big Bore e con quello sono arrivati i primi straordinari piazzamenti nell'endurance.

RC: straordinari, ma di nuovo, non inaspettati! I dati parlavano chiaro e sapevamo che affidando a Ghezzi meno di metà del budget necessario per dei prototipi che nessuno voleva avremmo avuto dei bei risultati e un ritorno di immagine strepitoso.

AG: allude al progetto abortito 940C-Bellagio o alle 850 serie grossa?

RC: Alludo sì! Le presentammo a Milano e la gente rimase senza parole da quanto erano brutte e fuori mercato. Piuttosto che buttare soldi in campagne pubblicitarie inutili, meglio investirli in quello che era già disponibile in casa, no? Non è che una moto sbagliata migliora se gli fai intorno una campagna ancora più brutta!

AG: Eh, come avreste potuto fare campagne più sbagliate delle moto?

RC: Ma che ne so, dico per dire... un bovaro con la sella da cowboy sulla moto, uno a piedi nudi che dorme in sella alla moto!

AG (fuori onda: presidente, quando spara queste cazzate, è irresistibile! Ma come le vengono in mente?!?!)

Torniamo seri. Vi ha aiutato la forza del marchio Guzzi in questo?

RC: Ma certamente! Ci siamo ritrovati delle corse di Endurance classico con le Guzzi protagoniste in mezza Europa già belle e pronte! Gente che organizzava le sfide in pista con le Griso, persino con le Breva 1200S!

AG: quella che qualcuno voleva chiamare 1200Sport?

RC: Ah, sì, nemmeno me lo ricordo più come si chiamava… Lo licenziai appena seppi della cosa. Ma dicevo, con tutte queste cose già messe in piedi dagli appassionati, a noi di Piaggio non è rimasto che partecipare finanziariamente ai costi, dare ai club tutto l'appoggio possibile e goderci lo spettacolo! Ripeto, parliamo di cose che son costate meno che sponsorizzare la maratona di Roma, eh! Vi ricordate quando alle GMG si presentò Ewan Mc Gregor? Un ritorno di immagine incredibile. Gli regalammo una California bianca fatta apposta per lui. In cambio, ormai possiamo dirlo, gli chiedemmo di restare per tutto il weekend, di guidare le parate e premiare i Guzzisti sul palco. Una cosa che accettò con entusiasmo.

AG: eh ce lo ricordiamo tutti, fu indimenticabile!

RC: Del resto, ragazzi, le GMG sono la festa della Moto Guzzi, mica la sagra della bruschetta, non è che posso chiamare un presentatore uscito dal Grande Fratello o cose simili!

AG: certamente. Presidente, se dovesse trovare un momento chiave nella svolta che Piaggio ha impresso alla storia della Moto Guzzi, quale sceglierebbe? La presentazione del Galletto? O la vittoria al Superbike della Scuderia Aprilia-Moto Guzzi?

RC: Mah, non saprei. Il galletto è stato senz'altro quello che ha fatto più sensazione. Appena rilevata la Guzzi la gente si aspettava un segnale forte… Volevo dimostrare come la capacità di innovare di Piaggio potesse integrarsi con i valori del marchio Guzzi, un marchio che per cinquant'anni è stato sinonimo di innovazione… Avevamo appena finito i test del nostro tre ruote… Mi arriva un manager e mi dice che un'agenzia milanese gli ha proposto di lanciarlo col marchio Piaggio, con il nome MP3… E poi di farne una versione sportiva col marchio Gilera...

AG: Beh, MP3 magari avrebbe funzionato, non trova?

RC: Ma certo, per carità… Ne avremmo venduti parecchi lo stesso. Ma perché mischiare le marche così? Avremmo perso un’occasione unica per segnalare al mondo che il marchio Moto Guzzi era davvero rinato ed era di nuovo sinonimo di innovazione. Davanti ad una foto del Galletto nel mio ufficio, mi venne l'illuminazione e così scegliemmo quel nome per il tre ruote.

AG: E del superbike che dice?

RC: un successo enorme. Campioni del mondo con un pilota italiano su moto italiana. La scelta di correre affiancando i marchi Moto Guzzi e Aprilia è stata un azzardo ma ripensandoci, quale occasione migliore per rendere evidente a tutto il mondo la potenza di tutto il gruppo Piaggio? Le sinergie tra Pontedera, Mandello e Noale, come voi ben sapete, sono realtà, non fantasie da markettari! Il nostro gruppo è vincente perché a Pontedera sono orgogliosi dei colleghi di Mandello e a Mandello di Noale e a Noale di Pontedera e così via e così via! La scuderia del Superbike ha reso evidente a tutti questa stupenda realtà. Ma si immagina che disastri se non si fosse spinto in questa direzione? Con Aprilia che non si scrolla di dosso l'immagine di produttore di scooter nonostante le vittorie, e Guzzi che continua ad essere considerata sinonimo di immobilismo??? Pazzia!!

AG: Effettivamente vedere i parcheggi davanti alle fabbriche, dove possono parcheggiare solo veicoli del gruppo Piaggio, è un bello spettacolo, da Mandello a Pontedera.

RC: Un’idea che ho preso da Carlo Talamo che, come sapete, è stato un po' il nostro modello di riferimento.

AG: Ho saputo di certe case motociclistiche italiane dove i manager arrivano in BMW e se ne vantano pure!

RC: Ma dai, non ci credo… Se uno dei miei facesse una cosa del genere, lo segherei all'istante.

AG: Beh, non tutti i manager hanno la sua sensibilità e competenza sul come si gestisce una marca.

RC: Niente leccate di piedi, ragazzi, sapete che per natura non le sopporto! E in caso, quelli da ringraziare siete voi appassionati.

AG: In che senso?

RC: Ma davvero ve lo devo spiegare? Ma secondo voi l'idea dei forum, del dialogo permanente su internet tra ingegneri e gli sviluppatori e clienti da dove ci è venuta se non da voi appassionati? E che dire del libro che avete fatto o dell'istituzione di un premio per i Guzzisti...

AG: effettivamente un po' di idee ce le avete rubate ma del resto le avevamo tutte messe a disposizione gratuitamente.

RC: certo, sarebbe stato folle non approfittarne!

AG: magari il libro sulla Guzzi potevate boicottarlo! (matte risate!)

RC: Ah ah, che pazzerelloni saremmo stati! E perché non bloccare del tutto l'accesso al sito allora!!! (fragorose risate, dobbiamo interrompere la registrazione talmente si ride, uh, se si ride).

Seriamente ragazzi, siamo noi della Piaggio che dobbiamo ringraziarvi perché non c'è dubbio che le 200.000 persone di quest'anno a Mandello sono il risultato dei milioni investiti in questi anni, ma senza le decine e decine di idee che ci sono venute da voi appassionati, non ce l'avremmo mai fatta da soli. Vi faccio solo un esempio: l'annuncio della Fondazione Carlo Guzzi per la ricerca scientifica l'ho voluto dare in tutta fretta all'Eicma dopo essere stato a Mandello all'inaugurazione del monumento a Carlo Guzzi. Vi immaginate la Piaggio che non partecipa in prima persona ad una celebrazione del genere?

AG: Eh, sarebbe stata una figura un po' da peracottari, forse!

RC: esatto, e non è nel nostro stile! Quindi abbiamo fatto le cose in grande, come sempre dal 2004! Siamo Piaggio, mica pizza e fichi! Vi ricordate l'accoglienza trionfale a Simone Marchetti che concluse il suo giro dell'Asia proprio a Mandello in occasione delle GMG?

AG: Come dimenticarlo, Presidente? Una festa stupenda che abbiamo ancora tutti nel cuore! Commovente...

RC: e lo stesso abbiamo fatto a Genova a Marzo di quest'anno, ricordate? Mille Guzzisti in parata dal Sud al Nord e poi l'enorme tre giorni al Porto Antico. Tutti in parata con in testa le moto campioni del mondo, le Stelvio direttamente dal giro del mondo e le nuove serie piccola depotenziate, perfette per le motoscuole e per i neopatentati… Che corteo favoloso! E che pubblicità per noi! Eh, mica potevamo fare una cosa in sordina, con quattro gatti e due stand in croce, magari alla marina dell'Aeroporto anziché al Porto Antico! Roba che finiva al massimo al Tg3 Regionale.... No, no... Il MGWC vale per noi più di qualsiasi campagna stampa, il minimo che possiamo fare è mettergli a disposizione uomini e mezzi per coordinare gli eventi al meglio, che diamine! Certi errori fatti da Aprilia non potevamo continuarli. Ma vi immaginate, un manager nella mia posizione, a capo di interessi che vanno dall'Alitalia ai mercati in espansione nel Sud Est Asiatico, in America e in Africa, a capo del gruppo che ha brand come Vespa, noti in tutto il mondo.. No, dico: ma vi immaginate che figura da pirla ci farei se non riuscissi a far andar bene una azienda come Guzzi?

AG: Secondo lei dal 2004 ad oggi ma come poteva non andare bene?

RC: ma non so, dico per dire, eh!

AG: Presidente per perdere lo slancio e il rinato interesse intorno al marchio che Aprilia aveva creato dal 2002 al 2004 ce ne sarebbe voluto, eh! Nemmeno a dirottare tutti gli investimenti su Aprilia! No, forse potevate chiudere del tutto l'azienda, buttare giù mezza Mandello, rilasciare solo comunicati generici sui restauri senza scadenze, aspettare una sollevazione popolare… una sorta di moto di protesta...

RC: A cui rispondere con dei prototipi in balsa all'Eicma?! Ah ah! (risate beate)

AG: Ecco, sì, scenari di fantasia di questo tipo! Come commissionare prototipi moderni da lasciar marcire e poi puntare al rilancio sull'onda del vintage, usare la cassa integrazione in Guzzi mentre tutti i progetti motoristici innovativi li presentate con altre marche…

RC: Esatto! Esatto! Vedete che ho ragione? Non approfittare della situazione favorevole preparata dalla gestione Aprilia, con la gamma pronta e un interesse che non si vedeva da anni sarebbe stato persino difficile da fare! Per la MGS del resto i primi assegni in bianco arrivarono direttamente ai saloni, quando era solo un prototipo. L'unica cosa che abbiamo dovuto fare noi è stata di motorizzarla subito col Big Bore omologato et voilà!

AG: lei è troppo modesto, presidente, si prenda i suoi meriti e ammettiamo che altri al suo posto avrebbero potuto fallire! Magari con altri al suo posto, adesso la Guzzi sarebbe una azienda morta, ridotta ad un brand del gruppo, gestita da persone che vorrebbero essere altrove, con un gamma asfittica, senza scooter, senza entry level, senza sportive, addirittura abbandonata dai suoi più fedeli appassionati, che vedono i concessionari storici chiudere uno dopo l'altro e una gamma incapace di rinnovarsi, di attirare nuovi motociclisti e che va avanti a forza di modelli ridipinti...

RC: ragazzi, ma che catastrofismo!! Me la fate dire una cosa in tutta onestà??

Questa è fantascienza! Immaginare uno scenario del genere significa immaginarsi che al posto degli ottimi manager che ho scelto in questi anni per Guzzi, ci sia stata una sequenza pressoché ininterrotta di teste di…

Il mitico Cola non fa in tempo a finire la frase perché improvvisamente Alberto diventa tutto blu, gli spuntano le pinne e si tuffa nel lago che improvvisamente ha invaso l'ufficio. Io cerco di seguirlo ma le gambe della sedia si animano e mi si attorcigliano addosso mentre si spalanca la porta ed entra Mal dei Primitives che dice: presto, presto, ma non lo sentite l'allarme? E d’un tratto sento: bip bip bip… Mi giro nel letto e sul comodino vedo la rivista aperta con una foto dello stand Moto Guzzi all' Eicma 2011.
Spengo la sveglia e vado a farmi una doccia.
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Re: Qualcosa si muove a Mandello...

Messaggioda mr california » gio gen 02, 2020 10:19 am

:ok: :celebrate:
vinbrulè ha scritto:Cane, il patrimonio della Moto Guzzi sono i guzzisti, esattamente come il reale patrimonio di una squadra di calcio sono i tifosi. Se mancano questi, gli azionisti possono solo chiudere la baracca. Guzzi non è di Piaggio esattamente come il Toro non è di Cairo.
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Re: Qualcosa si muove a Mandello...

Messaggioda Cane » gio gen 02, 2020 10:33 am

vinbrulè ha scritto:Cane, il patrimonio della Moto Guzzi sono i guzzisti, esattamente come il reale patrimonio di una squadra di calcio sono i tifosi. Se mancano questi, gli azionisti possono solo chiudere la baracca. Guzzi non è di Piaggio esattamente come il Toro non è di Cairo.

Quanta filosofia che fai.... :asd:

Per gli azionisti di piaggio guzzi e' piu' un problema che un'occasione di fare businnes....

Magari sbagliano ma la pensano così, e i soldi sono loro...

Le esigenze di tanti appassionati del marchio come me o te sembrano non rispecchiare le esigenze degli azionisti o dei padroni...

Ripeto: secondo me piaggio e' un'azienda in costante crescita, va a gonfie vele, produce 600/700.000 veicoli all'anno, e
loro guzzi non lo considerano una parte importante del loro businnes...(quindi non ci impegnano il top delle loro menti)

Magari sbagliano perche' il mondo gira ma la pensano diversamente da te e me...
Ultima modifica di Cane il gio gen 02, 2020 10:42 am, modificato 1 volta in totale.
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Re: Qualcosa si muove a Mandello...

Messaggioda age073 » gio gen 02, 2020 10:41 am

Cane, se tu fossi un'azionista Piaggio come considereresti il persistente indirizzare fondi e risorse verso il marchio Aprilia nonostante i persistenti mancati riscontri di vendite? Ed alla luce del fatto che il marchio Guzzi, al contrario, vendicchia benché praticamente lasciato a se stesso e grazie ad una, forse due, moto per sviluppare le quali non si sono certo sprecati?
Oh, sabato andiamoasbafaredaldomanda?
Eh?
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Re: Qualcosa si muove a Mandello...

Messaggioda Cane » gio gen 02, 2020 10:45 am

age073 ha scritto:Cane, se tu fossi un'azionista Piaggio come considereresti il persistente indirizzare fondi e risorse verso il marchio Aprilia nonostante i persistenti mancati riscontri di vendite? Ed alla luce del fatto che il marchio Guzzi, al contrario, vendicchia benché praticamente lasciato a se stesso e grazie ad una, forse due, moto per sviluppare le quali non si sono certo sprecati?

Sarei contrario a investire in Aprilia e non in Guzzi...

Ma vedendo come sta andando il gruppo fossi un azionista chiuderei un occhio... :asd:

Lo dice uno che se le guzzi non uscissero piu' da mandello non sarebbe la stessa cosa, che quando va a mandello mi sembra di essere a casa
dalle volte che ci sono stato, ecc...

Ma un'azienda non puo' considerare troppo uno come me con un Cali del 94, uno come vimbrule' con una Ducati e una caterva di moto usate, e
una miriade di gente col V35, SP, e Centauro... :asd:
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Re: Qualcosa si muove a Mandello...

Messaggioda vinbrulè » gio gen 02, 2020 11:37 am

Vedremo l'anno prossimo quanta gente si presenterà a Mandello per il centenario...
Riguardo agli utili basta vendere un po' di scooter in Asia...Aprilia e Moto Guzzi sono solo un peso...
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