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Lodola: Colori e Meccanica

Lodola: Colori e Meccanica

Messaggioda gilberto » ven mag 06, 2005 3:56 pm

Grande Vanni,
avrei l'occasione di comprare una lodola ex forestale, rossa, marciante con documenti, ma senza targa, dovrei metterne una oscena (nuova).
Si trovano pezzi di ricambio o il restauro è difficoltoso?
Il prezzo si aggira sui 1000 euro: è congruo?

Ti ringrazio con la faccia sotto i tuoi piedi senza nemmeno chiederti di stare fermo :rollin

Gilberto

Tu che moto hai? Dalla foto sembra una lodola, vado dall'oculista? :shock:
gilberto
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Messaggioda gtv47 » ven mag 06, 2005 5:35 pm

Gilberto
La Lodola è stata l'ultima creazione di Carlo Guzzi.
A suo tempo , dai puristi, veniva considerata una non guzzi, per via del cilindro verticale.
Il punto debole è il bottone dell'albero motore, inoltre presenta lo stesso difetto del Galletto, cioè di perdere l'olio del motore se la si lascia a lungo ferma.
Qualche ricambio si può trovare ancora presso i rivenditori di Mandello, però si può trovare tutto presso i vari mercatini ( ovviamente usati ).
La versione per la Forestale che io ricordi era la 235 cc, dipinta in verde.Aveva la sella singola col portapacchi posteriore su cui si poteva montare il sedile ( cuscino )La puoi riverniciare tranquillamente in rosso.Le decalcomanie sono bianche, in origine erano xerigrafie,le aquile sono dx e sx in modo che guardino sempre avanti. Il serbatoio è filettato in bianco.Il codice del rosso è Lechler / Guzzi / ASI 105 oppure dalla mzzetta del tintometro Lechler Moto 9-B .
Ho 4 Lodola GT e qualche momento me ne voglio restaurare una o 2.
Fammi sapere di eventuali difficoltà che ti trovassi davanti durante il restauro che potrei aiutarti specificatamente.
Non vedo particolari difficoltà, è senz'altro una moto più facile del Galletto.
Dimmi di dove sei .
Ciao
Vanni
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Messaggioda fra850gt » ven mag 06, 2005 6:18 pm

e nella foto con che moto sei??
Ciao
Fra850gt
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Messaggioda gtv47 » ven mag 06, 2005 6:50 pm

Fra
Si, nella foto sono con la mia GTV del 47,molto simile all'Astore ma con le valvole scoperte.L'avevo trovata in Puglia, a Nardò una decina d'anni orsono e me la sono restaurata.
Gilberto
Dimenticavo, la Lodola 235 è verniciata tutta rossa, compreso telaio, forcellone, e pedalini.Il cavalletto è verniciato in nero opaco mentre i foderi degli ammortizzatori posteriori sono nero lucido, come pure la calotta del faro e i raggi ruota. La bulloneria è cadmiata, un trattamento molto simile alla zincatura.Se effettivamente quella che vuoi acquistare è il modello a sella singola, questa è un po' più apprezzata. 2 aquilette bianche vanno applicate sui parafanghi mentre la scritta granturismo va sui coperchi del serbatoio olio e della borsetta laterale. 1000 euro, se la moto è completa e in discrete condizioni generali e magari con qualche pezzo di carta per facilitarne la reimmatricolazione , sono tantini, vedi di scalare qualcosina.Con pazienza si può trovare a qualcosa meno, però il valore di mercato è più o meno quello.
Ciao
Vanni
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Messaggioda Ospite » sab mag 07, 2005 7:42 pm

confermo il verde. l'avevo verde, con i sellone + strapuntino.

ricordo che aveva un difetto nel particolarissimo tendicatena della distribuzione, un brevetto guzzi molto elegante tecnicamente ma molto delicato, fatto per quel modello.
insomma, problemi di regolazione. negli ultimi modelli l'avevano soppresso, quel dispositivo, perché no buono. mi par di ricordare...

ciao
gazzettiere
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Qualche notizia in più

Messaggioda gtv47 » lun mag 09, 2005 6:15 pm

Si! La Lodola 175 aveva un particolare sistema di controllo della tensione catena distribuzione.
Succede che Carlo Guzzi si trova alle prese col problema della forte dilatazione dell’alluminio, che ha un coefficiente di 0.000024 contro la dilatazione dell’acciaio il cui coefficiente è 0.000012.
Ne consegue che volendo adottare il cilindro in alluminio, questi si allunga notevolmente unitamente alla testata, spostando la distanza tra ingranaggio conduttore e condotto della distribuzione, che poteva anche raggiungere gli 8/10 di mm..Di conseguenza, all’aumento della temperatura, la catena si tende considerevolmente.Viceversa, se si registra la catena in modo che non di indurisca a caldo, si avrà a freddo un considerevole scuotimento.
La soluzione escogitata da Guzzi, consiste in una lamina flessibile ( 3 ) inarcata contro la catena da un puntone di acciaio ( 1 )tramite una leva ( 2 )con forte amplificazione dello spostamento, per via del fulcro B molto vicino al punto di applicazione della forza..A freddo deve mantenere la catena leggermente tesa, con la l’arcuatura della lamina che cala con l’aumento della temperatura, infatti,
il puntone lavora a rovescio, nel senso che col calore si allunga di circa la metà del cilindro spingendo meno che a freddo. Si dovrebbe così mantenere costante la tensione della catena.

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Nei 2 particolari in nero,la situazione prima a freddo, poi a caldo.
E’ facile che i concessionari e i meccanici di allora, poco inclini a leggere istruzioni di qualsiasi tipo, interpretassero la funzione del tirante a rovescio, cioè “ questo col caldo si allunga e spinge il tendicatena” e che quindi regolassero di conseguenza.
Questa soluzione era adottata anche dalle versioni Regolarità senza dare mai nessuna noia.Però le Regolarità erano accudite in fabbrica.
Altre amenità furono il volano applicato all’asse a cammes, il pignone motore elastico, scisso i n 2 pezzi da una serie di fori, riunito poi riempiendo i fori con cilindretti di gomma, infine la possibilità di posizionare gli ammortizzatori posteriori su 2 diverse posizioni, una molto inclinata per l’uso a solo e una quasi verticale per l’utilizzo in coppia.
Comunque la soluzione del tendicatena fu bocciata dal mercato e con la Granturismo 232cc si passò al comando valvole con aste e bilancieri, oltre che al cilindro in ghisa.



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Un dettaglio della distribuzione in testa







Uno dei primi prototipi
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Questa è la prima versione, cui successe questa:

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La lodola, nome dialettale con cui si designano le allodole,nasce nel 1956.
Le indagini di mercato avevano individuato nel segmento 175cc la richiesta della clientela.
Solo che la clientela chiedeva una moto prestante, una moto da 140kmh, una moto con cui dar battaglia al Falcone o ai Saturno, insomma la clientela voleva qualcosa come le Morini, le Ducati,le Mondial o le Parilla.Una moto GRINTOSA
La Guzzi rispose con una moto paciosa, dal forte tiro, elegante, robusta, raffinata e parca nei consumi. Insomma, l’esatto opposto.
E’ questo a mio avviso il motivo del parziale insuccesso riservato alla Lodola.Anche la pubblicità non poteva far leva sui numeri prestazionali!
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Le prime Lodola commercializzate, contraddistinte da specchiature nere sul serbatoio e sulle fiancatine, erano inizialmente denominate sport, anche se questa scritta non compariva.Successivamente le specchiature diventano bianche con filetti e aquile oro.La moto prende la denominazione “ Turismo “, nome che non compare da nessuna parte.Entrambe queste versioni coi loro 9 Cv riescono a spuntare 110 kmh di velocità massima.
Nel 58 viene realizzata la versione Sport.
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Il rapporto di compressione aumenta e la potenza sale a 11 Cv. La velocità massima diventa 120 kmh. La moto tende ad assomigliare alla successiva Granturismo, la colorazione diventa unica ( rossa ), scompaiono le specchiature e compaiono i filetti bianchi sul serbatoio, mentre sulle fiancate c’è la scritta “ Lodola Sport “.
Nel 59 compare la Lodola Granturismo 235cc :
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Questa è l’ultima versione ( a parte le Regolarità )
Cambia la distribuzione, che diventa a d aste e bilancieri, il cilindro diventa in ghisa, al carburatore è applicato un filtro, alloggiato in un contenitore, i filetti bianchi sul serbatoio disegnano una sorta di ala, il silenziatore lunghissimo è completamente liscio.Viene fornita con sella lunga oppure singola col portapacchi sul parafango posteriore e col manubrio alto oppure basso.
La Guzzi dichiara una velocità massima di 110 kmh. Inrealtà la moto arriva a sfiorare i 120.
Sono state realizzate versioni verdi per il Corpo Forestale e azzurre per l’Anas. Probabilmente ne son state date anche all’Esercito e alla Polizia Stradale che in quell’epoca usava il verde oliva.
Questa per me è la versione meglio riuscita.

I NUMERI

Nel 1956 furono prodotte 180 lodola, nel 57 N° 6120, 4900 nel 58, 5400 nel 59, 4275 nel 60, 650 nel 61, 1706 nel 62, 2026 nel 63, 970 nel 64 e 530 nel 1965.In questi numeri dovrebbero essere comprese la settantina abbondante di Regolarità.In totale 26757 esmplari.

LODOLA 175
MOTORE monocilindrico 4 t con cilindro di alluminio incamiciato in ghisa e inclinato di 45°
Alesaggio 62 – corsa 57.8 – cilindrata 174.4 cc Rapporto di compressione 7,5 : 1
Potenza massima 9 Cv a 6000 giri. Distribuzione monoalbero in testa comandata a catena con tensore automatico. Diagramma distribuzione: aspirazione : Apre 14° prima del PMS chiude 55° dopo PMI—Scarico apre 55° prima del PMI e chiude 14° dopo PMS.
Il gioco delle valvole va controllato a freddo , aspirazione 0.05 e scarico 0.15 mm
Albero motore in 3 pezzi con 2 volani interni e 1 esterno.
Trasmissione primaria a ingranaggi elicoidali con pignone elastico Z 34 che ingrana con corona Z 69, rapporto 2.03:1.
Cambio a 4 marce con rapporti 2.86 in prima, 1.79 in seconda,1.27 in terza e 1 in quarta
Rapporti totali tra motore e ruota 18.50 - 11.58 - 8.21 - 6.47
Lubrificazione a carter secco, con doppia pompa a ingranaggi e serbatoio da 2,5 lt sotto la sella
Carburatore Dell’orto UB22BS 2 con cornetto senza filtro aspirazione
Accensione a spinterogeno , registrazione contatti 0,4 – 0,45 mm
Forcella anteriore telescopica a steli rovesciati – ammortizzatori posteriori teleidraulici
Ruote con cerchi in alluminio ( tipo galletto ) ant. 18’ x 2 ¼ e 17’ x 2 ¼ posteriore
Pneumatico anteriore rigato 2,50 - 18’ e posteriore scolpito 3,00-17’
Freni a tamburo laterale diam. 160 x 30 mm
Dimensioni lunghezza max. 2.010, larghezza 610 mm altezza max. 925 mm altezza minima 130mm altezza sella 740 mm peso a vuoto 108 kg.
Prestazioni
Velocità max. 110 kmh consumo 2,8 lt x 100km ( CUNA )


VARIANTI PER LODOLA SPORT

Rapporto compressione 9:1 potenza 11 Cv a 6000 giri,
Diagramma distribuzione asp. Apre 28° prima PMS e chiude 55° dopo PMI—Scarico apre 55° prima del PMI e chiude 28° dopo PMS,serbatoio da 15 lt, freno anteriore centrale diam 180 x 35 , batteria da 10 Ah , velocità 120 kmh peso 111 kg. I cerchi presentano la costa di rinforzo.

VARIANTI PER LODOLA 235 GRANTURISMO

Alesaggio 68m, corsa 64 mm , cilindrata 235 cc cilindro in ghisa verniciato in nero distribuzione comandata ad aste e bilancieri, rapporto compressione 7,1, potenza 11 cv a 6500 giri .
Filtro aria a cartuccia alloggiato nell’apposito contenitore, velocità max 110 kmh, consumo 36 km con 1 lt ( CUNA )
Peso 115 kg, lunghezza max 2.000 mm , larghezza 690 mm, altezza max 950 mm, minima 150mm.
A richiesta sella lunga biposto in luogo della singola + portapacchi sul parafango posteriore e manubrio basso sportivo in luogo di quello alto turistico.


Regolazione del carburator Lodola 235
Carburatora: Dell’orto UB 22BS 2°
Diffusore diametro 22 mm
Polverizzatore N260 A
Getto massimo 98
Getto minimo 35
Valvola gas N60
Spillo conico E 10 alla seconda tacca partendo dall’alto.


LE FINITURE


PRIMO TIPO 175 CC
Rosso Guzzi Lechler ///15
Specchiature nere Lechler 90323 con filetti bianchi Max mayer 3.421.10.19, decalco bianche ( in origine erano xerigrafie ) manubrio verniciato in nero, decalco bianche piccole sui parafanghi.Mozzi ruota verniciati in rosso come la moto.

SECONDO TIPO 175 CC
Rosso Guzzi Lechler ///15
Manubrio cromato , specchiature bianco Lechler ///91000, filetti oro ( la Guzzi usava oro in polvere prodotto dalla ditta FRM mischiato con trasparente ) decalco oro con 2 piccole sui parafanghi.
In origine si usavano decalco a vernice .

LODOLA SPORT

Rosso Guzzi Lechler ///15
Filetti bianchi max mayer 3.421.10.19, decalco bianche, senza l’aquila sul serbatoio benzina, scritta sul serbatoio olio e sul coperchio contenitore attrezzi “ Lodola Sport “ xerigrafata in bianco e contornata da filetto bianco, decalco bianche piccole sui parafanghi.Tamburi freni verniciati color alluminio


LODOLA GRANTURISMO 235 cc


Rosso Guzzi Lechler ///15
Filetti bianchi max mayer 3.421.10.19, decalco bianche, scritta sul serbatoio olio e sul coperchio contenitore attrezzi “ Lodola Granturismo “ xerigrafata in bianco e contornata da filetto bianco, decalco bianche piccole sui parafanghi.Cilindro verniciato nero . Tamburi freni verniciati color alluminio

SU TUTTI I MODELLI

Raggi ruota neri, foderi e tubi ammortizzatori posteriori nero lucido, faro e fanalino posteriore nero lucido,cavalletto e telaio sella nero opaco.
Basamento motore, cilindro 175, testa,coperchio testa pallinati.Coperchi motore, dischi portaceppi anteriore e posteriore lucidati a specchio.I cerchi sono lucidati . Ghiera faro, manubrio ( esclusa la prima 175 che è nero ) steli ammortizzatori, steli forcella, leva di rinvio del freno posteriore sulla destra, tubo scarico con fascetta e silenziatore, ghiera contakm,tappo benzina e sua leva, ghiera per chiave accensione CROMATI:

Le leve al manubrio, leva cambio e freno, leva messa in moto, levette sulle camme dei ceppi freno erano lucidate col buratto a sfere di acciaio ( brillantatore ) Si possono ravvivare di pulitura.
Tutta la bulloneria e particolari ferrosi di piccole dimensioni , cadmiatura ( al restauro si può zincare, i 2 trattamenti sono molto simili).
COSTI



Per il restauro completo, con smontaggio totale, si impiegano circa 80 ore di lavoro verniciando in proprio, si spendono circa 1000 euro di spese vive tra cromo e zinco, ricambi, lattoniere,pneumatici, coprisella, prodotti vernicianti, lucidatura dell’alluminio, decalco, ferodi, lampade ecc..
Servono ulteriori 350 o 400 euro per la reimmatricolazione. Al tutto va naturalmente aggiunta la spesa iniziale.
Sul totale pesa molto la quotazione di quelle 80 ore di lavoro .
Ciao a tutti
Vanni
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LODOLA (che modello e' ?)

Messaggioda pierluigi » gio dic 14, 2006 3:15 am

ciao a tutti o acquistato una lodola ma avendo solo la targa vorrei sapere di preciso che modello sia a me' dalle foto che ho visto in rete sembra una 175 sport ma non vorrei sbagliarmi ho cercato dei riferimenti con la sigla telaio e non sono riuscito a trovare nulla la sigla del telaio e' L C S e 2 numeri come mai un numero di telaio cosi' corto ? naturalmente ci sono le 2 stellette una all'inizio e una alla fine e la scritta sopra moto guzzi
vi ringrazio in anticipo

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Messaggioda Arcjak » gio dic 14, 2006 10:20 am

Anche io sto restaurando un Lodola mi sembra sia un 175 sport. A parte i paragambe che non ho mai visto montato e lo scarico, mi sembra che sia tutto originale. Per le varie finiture e consigli per il restauro ci sono un paio di post che vale la pena leggere all'interno del forum..... aspettando la conferma da Vanni.
Ciao
Giacomo
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Messaggioda pierluigi » gio dic 14, 2006 1:26 pm

ti ringrazio i post li ho letti ho letto anche tutte le varie caratteristiche ma non sono riuscito a capire se e' 175 o 235 dal mozzo anteriore il carburatore ecc mi sembra una 175 ma non ne sono sicuro
pierluigi
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Messaggioda Arcjak » gio dic 14, 2006 5:03 pm

Data la mia poca esperienza provo a sbilanciarmi e ti confermo che è una lodola 175. Come giustamente hai notato anche tu sia i mozzi che la scatola filtro sono diversi nei due modelli. Se vuoi toglierti tutti i dubbi fai un'operazione semplicissima, svita il copritesta e controlla la distribuzione. Se non erro nel modello 235 è ad asta e bilancieri mentre nel 175 (come la mia) la distribuzione è a catena.
Ciao
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Messaggioda gtv47 » gio dic 14, 2006 6:24 pm

E' una lodola 175.
Nell'archivio di questa rubrica l'ho così descritta:


LODOLA 175
MOTORE monocilindrico 4 t con cilindro di alluminio incamiciato in ghisa e inclinato di 45°
Alesaggio 62 – corsa 57.8 – cilindrata 174.4 cc Rapporto di compressione 7,5 : 1
Potenza massima 9 Cv a 6000 giri. Distribuzione monoalbero in testa comandata a catena con tensore automatico. Diagramma distribuzione: aspirazione : Apre 14° prima del PMS chiude 55° dopo PMI—Scarico apre 55° prima del PMI e chiude 14° dopo PMS.
Il gioco delle valvole va controllato a freddo , aspirazione 0.05 e scarico 0.15 mm
Albero motore in 3 pezzi con 2 volani interni e 1 esterno.
Trasmissione primaria a ingranaggi elicoidali con pignone elastico Z 34 che ingrana con corona Z 69, rapporto 2.03:1.
Cambio a 4 marce con rapporti 2.86 in prima, 1.79 in seconda,1.27 in terza e 1 in quarta
Rapporti totali tra motore e ruota 18.50 - 11.58 - 8.21 - 6.47
Lubrificazione a carter secco, con doppia pompa a ingranaggi e serbatoio da 2,5 lt sotto la sella
Carburatore Dell’orto UB22BS 2 con cornetto senza filtro aspirazione
Accensione a spinterogeno , registrazione contatti 0,4 – 0,45 mm
Forcella anteriore telescopica a steli rovesciati – ammortizzatori posteriori teleidraulici
Ruote con cerchi in alluminio ( tipo galletto ) ant. 18’ x 2 ¼ e 17’ x 2 ¼ posteriore
Pneumatico anteriore rigato 2,50 - 18’ e posteriore scolpito 3,00-17’
Freni a tamburo laterale diam. 160 x 30 mm
Dimensioni lunghezza max. 2.010, larghezza 610 mm altezza max. 925 mm altezza minima 130mm altezza sella 740 mm peso a vuoto 108 kg.
Prestazioni
Velocità max. 110 kmh consumo 2,8 lt x 100km ( CUNA )

Lo pneumatico anteriore deve essere rigato e non tassellato come sulla tua, la sella è nera a si possono trovare i coprisella nuovi di ricambio, il silenziatore montato sulla tua è quello della 250 airone,
il suo è a sigaro ma più corto di quello lunghissimo della 235.
Per saperne di più, vai a vedere qui:
http://www.guzzisti.it/forum/phpBB2/vie ... php?t=7595
I paragambe sono un accessorio originale dell'epoca ma non di produzione Guzzi.

Ciao
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Messaggioda pierluigi » ven gen 12, 2007 1:05 pm

ciao a tutti sono riuscito a fare la visura la mia e' il modello 175 del 1958 il numero telaio e' 70
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Messaggioda luke67 » mar ott 09, 2007 10:57 am

vorrei togliermi una curiosità che ho da tempo sul Lodola, modello che mi ha sempre affascinato non so perche e quindi ne approfitto per chiedere al nostro Vanni

mi sono letto i vari post sul Lodola, tuttavia non sono riuscito a capire come mai gli ammortizzatori post in alcuni modelli sono disposti verticali ed in altri inclinati

c'era la possibilità di scegliere tra le due posizioni oppure dipendeva dal modello?

grazie in anticipo

vv
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Messaggioda gtv47 » mar ott 09, 2007 12:34 pm

La Lodola aveva superiormente 2 attacchi per lato, se la si usava normalmente a solo, si usava l'attacco anteriore e l'ammortizzatore si presentava inclinato, se invece la si usava spesso in 2, si usava l'attacco posteriore e l'ammortizzatore si presentava verticale.
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Messaggioda andyilmatto » ven ott 12, 2007 10:53 am

ciao a tutti, anche io sto restaurando un paio di lodola
sapete come si smontano gli ammortizzatori posteriori, che io non ci riesco? :rolleyes:

grazie!
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Messaggioda gtv47 » ven ott 12, 2007 12:10 pm

Io mi son fatto un attrezzo utilizzando un vecchio cric.
Per quanto riguarde le cadmiature, se vuoi fare un restauro completo è meglio rifarle ( va bene anche la zincatura )
Se invece sono ancora belle, sarebbe meglio pensare a un restauro conservativo.Di fatto non stanno bene pezzi fiammanti con pezzi conservati, o si mette tutto a nuovo o si conserva.
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Messaggioda andyilmatto » mar ott 16, 2007 9:59 am

GTV47 ha scritto:Io mi son fatto un attrezzo utilizzando un vecchio cric.

Ciao
Vanni


perdonami ancora, ma come funzionerebbe questo attrezzo?
perchè non vorrei sbagliare e distruggere 2 ammortizzatori :oops:
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Messaggioda gtv47 » mer ott 17, 2007 12:46 pm

Ho utilizzato un cric di quelli a colonna, con la vite che gira all'interno.
Al posto della staffa che si infila sotto l'auto ho saldato un piolo tondo diametro 10 mm e lungo 70 mm.
Al piede ho saldato una forcella registrabile con vite.
Infilo l'occhio superiore dell'ammortizzatore nel piolo e metto in posizione per poter agire con la forchetta sul piattello che trattiene la molla.Azionando il cric, carico la molla e così posso sfilare le mezzelune ( oppure nel caso del dingo, trattenere lo stelo e svitare l'occhio inferiore ).
Scarico il cric e mi ritrovo i pezzi smontati.
Per rimontare agire a rovescio.
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Messaggioda andyilmatto » mar ott 23, 2007 11:45 am

GTV47 ha scritto:Ho utilizzato un cric di quelli a colonna, con la vite che gira all'interno.
Al posto della staffa che si infila sotto l'auto ho saldato un piolo tondo diametro 10 mm e lungo 70 mm.
Al piede ho saldato una forcella registrabile con vite.
Infilo l'occhio superiore dell'ammortizzatore nel piolo e metto in posizione per poter agire con la forchetta sul piattello che trattiene la molla.Azionando il cric, carico la molla e così posso sfilare le mezzelune ( oppure nel caso del dingo, trattenere lo stelo e svitare l'occhio inferiore ).
Scarico il cric e mi ritrovo i pezzi smontati.
Per rimontare agire a rovescio.
Ciao
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scusa ancora caro vanni,
ho creato il necessario, ma sto usando una pressa pneumatica per mandare a pacco l'ammortizzatore.
forse è arrugginito, forse sono io che non sono in grado, ma non riesco a svitarlo :-(
devo portare l'ammortizzatore tutto a pacco?

grazie in anticipo per la pazienza :D
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Messaggioda gtv47 » mar ott 23, 2007 3:43 pm

No, l'occhio inferiore deve rimanere libero,devi solo schiacciare la molla inserendola nella forchetta.
Quando hai caricato la molla, si tolgono le mezzelune, si libera la molla e la si sfila.

Ti allego il disegno relativo all'ammortizzatore:
http://img504.imageshack.us/img504/1979 ... xv9.th.jpg
Bisogna pigiare sui punti A per liberare l'anello C, lì ci sono 2 mezelune o un anello elastico da trogliere così si libera la molla e quando si allenta la pressione scaricando il cric, si trova il tutto bell'e smontato.
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